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BIOSSIDO DI TITANIO: L’E171 SARÀ BANDITO IN EUROPA A PARTIRE DAL 2022

27/11/2021

Il biossido di titanio (TiO2), riconosciuto sulle etichette alimentari con la sigla E171, è un pigmento bianco di origine minerale utilizzato come colorante alimentare e largamente impiegato in prodotti quali: dolciumi – come i confetti, le caramelle, i marshmallow e i decori per torte – chewing-gum, integratori alimentari, alcune salse e formaggi, ma anche in minestre e brodi. È molto utilizzato anche nei farmaci e nei dentifrici, oltre che in cosmetici e creme solari.

 

È attualmente autorizzato come additivo alimentare nell'Unione Europea, conformemente all'allegato II del Regolamento (CE) n. 1333/2008. In seguito alla sua inclusione nella “lista positiva” di additivi alimentari autorizzati, la sicurezza dell'E171 è stata più volte al centro di controversie e valutata dal gruppo di esperti scientifici ANS dell'EFSA nel 2016 nel quadro del Regolamento (UE) n. 257/2010, che prescrive un programma di valutazione ex novo degli additivi alimentari autorizzati nell'UE prima del 20 gennaio 2009. 

Nel suo parere del 2016, il gruppo ANS aveva raccomandato di eseguire nuovi studi per colmare le importanti lacune conoscitive nei dati sui possibili effetti sul sistema riproduttivo, dati sui quali poter impostare una dose giornaliera accettabile (DGA) idonea a proteggere i consumatori. Aveva altresì evidenziato un margine di incertezza circa la caratterizzazione del materiale usato come additivo alimentare, in particolare per quanto riguarda la dimensione delle particelle e la distribuzione granulometrica del biossido di titanio usato come E171.   

Nel 2019 l'EFSA ha pubblicato una dichiarazione sulla revisione del rischio legato all'esposizione all'additivo alimentare biossido di titanio (E171) effettuata dall'Agenzia francese per la sicurezza alimentare, l'ambiente e la salute sul lavoro (ANSES). Nello stesso anno l'Autorità dei Paesi Bassi per la sicurezza degli alimenti e dei prodotti di consumo (NVWA) ha espresso un parere sui possibili effetti sulla salute del biossido di titanio come additivo alimentare, che metteva in evidenza l'importanza di studiare gli effetti tossicologici sul sistema immunitario nonché i potenziali effetti di tossicità riproduttiva. Lo studio raccomandava di “limitare l’esposizione” dal momento che con i dati scientifici disponibili sarebbe stato “impossibile eliminare l’incertezza sull’innocuità” dell’additivo alimentare. In un altro studio pubblicato, svolto dall’Istituto nazionale francese per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente (INRAE), è stato dimostrato che il biossido di titanio è addirittura in grado di attraversare la placenta e raggiungere il feto, enfatizzando ancora di più la pericolosità del composto. 

Seguendo la scia degli studi francesi e olandesi, gli organismi scientifici di molti altri paesi membri dell’UE avevano successivamente prodotto pareri che confermavano la presenza di rischi correlati al consumo dell’E171 e la Francia ne aveva vietato l’utilizzo sul mercato nazionale a partire dal 1° gennaio 2020.  

Di diverso avviso erano invece l’FDA statunitense e l’EFSA, che in un primo tempo ritenevano non fossero emersi elementi nuovi tali da giustificare cambiamenti di posizione rispetto a quanto espresso in precedenza e cioè, che la sostanza è sicura.

Nonostante i ripetuti allarmi della comunità scientifica, la Commissione Europea ha rimandato a lungo decisioni per escludere o limitare l’impiego del biossido di titanio come additivo alimentare. La preoccupazione generata dai nuovi studi tossicologici ha però finalmente indotto la Commissione Europea a chiedere all’EFSA una nuova valutazione del rischio nel marzo del 2020. 

La svolta dell’EFSA

L'EFSA ha aggiornato la propria valutazione della sicurezza dell'additivo alimentare biossido di titanio (E 171) a seguito della richiesta della Commissione europea. Lo scorso 6 maggio l’Autorità ha quindi pubblicato il suo parere in merito al biossido di titanio (BT) e ha concluso che il suo impiego come additivo alimentare non è sicuro. 

La valutazione è stata condotta seguendo una metodologia rigorosa, e prendendo in considerazione molte migliaia di studi che si sono resi disponibili rispetto alla valutazione nel 2016, comprese nuove prove scientifiche; per la prima volta ha incluso dati sulle nanoparticelle, applicando la guida del comitato scientifico EFSA del 2018 sulle nanotecnologie alla valutazione della sicurezza degli additivi alimentari. 

Vale la pena evidenziare che gli studi scientifici sono stati condotti sia sul BT realmente impiegato come additivo alimentare sia sul BT in forma di nanomateriale. È infatti importante sottolineare che nel BT utilizzato circa il 50% del prodotto si trova sotto forma di nanoparticelle di dimensioni inferiori a 100 nanometri. Le nanoparticelle hanno la capacità di introdursi nelle cellule e andare a interferire con i processi fisiologici endocellulari, accumulandosi nell’organismo in diversi organi (tra cui il fegato) a causa della loro natura insolubile e difficoltà di eliminazione da parte del corpo umano. 

Il complesso delle informazioni scientifiche disponibili, provenienti da studi su animali da laboratorio, ha dimostrato che il BT può provocare effetti negativi di natura infiammatoria, sul sistema immunitario, su quello nervoso – cioè agisce come neurotossico – ed anche cambiamenti nel rivestimento del colon e del retto che possono evolvere, nel tempo, in cancro.

Particolare rilevanza scientifica hanno ricoperto i risultati degli studi di genotossicità esaminati nella nuova valutazione dagli esperti dell’EFSA. Ne è risultato che il BT è in grado di danneggiare il patrimonio genetico cellulare (DNA) ed essere quindi classificabile come genotossico. 

La classificazione di genotossico impedisce di stabilire una dose giornaliera accettabile (DGA) per l’aggiunta di biossido di titanio negli alimenti. Tale classificazione è ancora più preoccupante se si analizza il fatto che la quasi totalità dei prodotti contenenti l’additivo è destinato al consumo da parte di bambini. 

La decisione della Commissione Europea

In seguito al parere dell’EFSA, la Commissione Europea ha invitato gli Stati membri a vietare l’impiego dell’E171 come colorante alimentare, osservando il principio di precauzione. È infatti ampiamente noto che le sostanze genotossiche sono potenzialmente cancerogene e quindi la loro utilizzazione come additivi alimentari non è consentita. 

Il verdetto finale è arrivato grazie alla combinazione di tre fattori: una revisione della valutazione che EFSA aveva svolto nel 2016 evidenziando lacune conoscitive (parere scientifico pubblicato a maggio 2021), l’adozione di guidance sul rischio nanospecifico e la disponibilità di una grande mole di dati scientifici. Basandosi su questi tre elementi, il Comitato PAFF (Plants, Animals, Food and Feed) a cui partecipano le rappresentanze degli Stati membri ha approvato lo scorso otto ottobre la proposta della Commissione Europea di vietare l'uso del biossido di titanio (E171) come additivo alimentare a partire dal 2022. 

Salvo obiezioni del Consiglio o del Parlamento europeo entro la fine dell'anno, il testo entrerà in vigore all'inizio del 2022. Successivamente ci sarà un periodo di graduale eliminazione di sei mesi, dopo il quale si applicherà un divieto totale dell’utilizzo dell’additivo nei prodotti alimentari. Una buona notizia per i consumatori, che vedono ulteriormente tutelata da parte del legislatore europeo la loro salute.

Paradossalmente però, il divieto applicato agli alimenti, integratori alimentari e mangimi non si applica ai farmaci, dove il biossido di titanio è ancora ampiamente diffuso - nonostante sia una sostanza pericolosa - per soddisfare una frivola ma apparentemente imprescindibile pretesa di marketing, cioè quella di rendere le compresse di colore bianco brillante. 

Bibliografia:

Per approfondire:

Fonte: Qualitalia - Dott.ssa Elisa Di Napoli

 

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