SUL DIVIETO DI MENÙ VEGANO
23/06/2017
Con una sentenza di nuovo orientamento, il TAR di Bolzano ha accolto il ricorso di una mamma: il Comune non può negare il menu vegano al bimbo della scuola dell’infanzia senza fornire le “ragioni giuridiche” del diniego. Ogni provvedimento comunale deve infatti essere motivato. “Una Amministrazione non è mai libera di agire secondo arbitrio”. La mamma esibiva un certificato del pediatra che sconsigliava alcuni alimenti nella dieta del bambino perché potevano avere “effetti non favorevoli”. Il provvedimento dell’ente locale è annullato per carenza di motivazione ma anche perché non ricondotto a nessuna previsione normativa o regolamentare. “Tanto basta a rendere illegittimo il provvedimento”, scrive il TAR. Anche in sede giurisdizionale il Comune non è stato in grado di motivare il diniego: inutile per l’amministrazione invocare la delibera della Giunta, limitandosi ad affermare di non avere «alcun obbligo di fornire un menu vegano ai bambini iscritti nei suoi asili». L’avvocato della mamma ha fatto valere anche i principi e i diritti costituzionali, di fronte ai quali le delibere comunali di necessità soccombono.
LA MASSIMA
Deve essere annullato per carenza di motivazione il provvedimento con cui il Comune rifiuta di fornire il menu vegano all’allievo della scuola dell’infanzia laddove neppure in sede giurisdizionale l’Amministrazione è stata in grado di indicare le ragioni giuridiche sulle quali ha fondato il diniego impugnato, limitandosi a indicare un elenco tassativo di quattro menù, diversi da quello standard, che afferma essere previsti, senza specificare in base a quale norma o atto, e tanto basta a rendere illegittimo il provvedimento di diniego (Tar Trentino Alto Adige - Bolzano - sentenza 107 del 22 marzo 2017).
Fonte: La Professione Veterinaria n. 11-2017
