L'editoriale della Vicepresidente FNOVI

18/01/2022

Il codice deontologico dei medici veterinari elenca le attività svolte al servizio della collettività e a tutela della salute degli animali e dell’uomo. In particolare, il medico veterinario dedica la sua opera:

 

• alla protezione dell'uomo e degli animali dai pericoli e danni derivanti dall'ambiente, dalle malattie degli animali e dal consumo delle derrate o altri prodotti di origine animale;

• alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle malattie degli animali e alla tutela del loro benessere;

• alla conservazione e allo sviluppo funzionale del patrimonio zootecnico;

• alla conservazione e alla salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio faunistico ispirate ai principi di tutela della diversità biologica e della coesistenza compatibile con l’uomo;

• alla promozione di campagne di prevenzione igienico-sanitaria ed educazione per un corretto rapporto uomo-animali-ambiente;

• alle attività collegate alle produzioni alimentari, alla loro corretta gestione e alla valutazione dei rischi connessi alla gestione della sicurezza alimentare.

È ormai acquisito quanto importanti siano le interconnessioni tra l’ambiente e la salute e quanto pesino sulla salute umana gli effetti dei cambiamenti ambientali globali, inclusi quelli climatici tipici dell’Antropocene, in particolare nei territori vulnerabili e nelle aree urbane. 

Studi recenti dimostrano che tra più di 330 malattie emerse dal 1940 al 2004, circa i due terzi sono di tipo zoonotico, cioè sono trasmesse dagli animali agli esseri umani. È il caso, per esempio, dell’Aids causato dal virus Hiv, e probabilmente del covid-19. Oltre il 70 per cento di queste malattie ha avuto origine in animali selvatici, e non domestici. E anche se alla trasmissione di una malattia concorrono tanti fattori – la crescita della popolazione, le migrazioni e i cambiamenti climatici – gli scienziati studiano con sempre maggiore attenzione il modo in cui le alterazioni ambientali dei territori influenzano la catena di trasmissione di un agente patogeno dagli animali agli esseri umani. La pandemia ha riproposto il tema delle connessioni tra salute umana, animale e ambientale e, soprattutto, tra tutela della biodiversità e malattie infettive emergenti, richiamando l’attenzione sulla necessità di nuovi paradigmi di prevenzione integrata ambientale e sanitaria.

Le nostre conoscenze e la nostra comprensione dell’ambiente si sono ampliate, sottolineando il fatto che le persone, l’ambiente e l’economia formano tutti parte dello stesso sistema. Le persone non possono vivere bene se l’ambiente e l’economia versano in cattive condizioni. L’attuazione di politiche di prevenzione cosi delineate richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, del settore pubblico e di quello privato, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura e la nostra professione deve essere impegnata in prima linea.

Siamo dei professionisti della salute, lavoriamo in un sistema di prevenzione che mette al centro della sua azione la cura della persona, perché curare significa fare oggetto delle proprie cure, attendere con premura e diligenza a qualcuno. La prevenzione nella più ampia accezione del termine è un prendersi cura e i medici veterinari con la loro attività negli ambulatori, nelle cliniche, nelle strutture di macellazione, negli allevamenti, nelle mense si prendono cura della salute delle persone attraverso il contrasto alla diffusione delle zoonosi, dell’AMR e delle malattie diffuse dai vettori, il controllo sugli alimenti di origine animale, l’educazione degli operatori del settore alimentare, l’educazione al corretto rapporto uomo animale, la protezione dell’ambiente. Pensiamo a quanto siano strategiche, in un sistema di sorveglianza delle malattie trasmesse da alimenti, l’educazione e la formazione del consumatore sui pericoli di una cattiva gestione domestica degli alimenti e sui modi per evitarla. Altrettanto strategica è l’applicazione di misure di prevenzione e controllo attuata dagli operatori dei dipartimenti di prevenzione nelle aziende alimentari.

Senza dimenticare la prevenzione per il contrasto alla diffusione di malattie emergenti attraverso l’individuazione precoce di fenomeni di spill over, di malattie legate ai contaminanti ambientali attraverso l’individuazione precoce di fenomeni di inquinamento ambientale ecc.

Nella consapevolezza di essere operatori di sanità pubblica noi medici veterinari dobbiamo rivolgere la nostra attenzione a temi quali la salute globale, la tutela dell’ambiente, la sostenibilità, il rapporto uomo-animale, ragionando secondo una logica sistemica e di prevenzione, utilizzando un approccio e modalità̀ operative di salute unica e medicina unica per uomo, animale e ambiente.

Daniela Mulas, vicepresidente Fnovi 

Fonte: FNOVI

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